Una temeraria messa in scena del regista Saverio Marconi e una orchestrazione balbettante del M.° Niels Muus avviliscono il capolavoro donizettiano.
Sul luminoso ponte che collega i perfetti modelli dell’opera buffa -Il Barbiere di Siviglia- e la commedia in musica -Falstaff- L’Elisir d’Amore, capolavoro di ironia, eleganza e leggerezza, si colloca quale virata fondamentale nel melodramma a connotazione comica. Non più personaggi burle e macchiette da palcoscenico tradotti in musica buffa. Ma personaggi autentici, ripresi dalla vita reale che acquistano una dignità di uomini capaci di amare e soffrire, gioire e ingannare, sperare e disperarsi.

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