ATTILA Dal buio della barbarie alla luce della libertà

ATTILA

Nello schema scenografico di questa splendida messa in scena dell’Attila al Filarmonico di Verona, colpiscono due elementi scenici: il cielo nelle infinite modulazioni dei suoi colori e l’assenza di spazi chiusi. In esso assumono significato la piazza di Aquileia, l’accampamento, il furore della tempesta, l’influenza delle forze del creato sulla miseria delle vicende umane, costellate di urli, rapine, gemiti, sangue, stupri, rovine, stragi e fuoco, mentre gli intimi contrasti dei personaggi, passionali, scopertamente politici, perfino patetici, appaiono proiezione, nei loro spiriti, dei contrasti stessi della natura. La vicenda è dominata da fosche e livide tinte che riflettono le oscure passioni e il senso del destino della tragedia, la quale esordisce con la denuncia dell’odio dell’oppresso che attende il giungere dell’ora della vendetta. La quale infine consumata viene da tutti salutata con il solenne, universale Appien sono vendicati, Dio, popoli e re!.

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