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Monthly ArchivesMonthly Archives: settembre 2013

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ETTORE BASTIANINI “Marcello” In Bohème

Il dolce affanno dell’amore

ettore

ettore 2La descrizione della soffitta gelida nella vigilia di Natale con cui l’opera si apre è una fioritura continua di colori orchestrali che con la stessa bellezza dei pittori impressionisti esprimono il senso gioioso e canzonatorio con cui giovani ricchi di talento ma poveri di mezzi si ingegnano a coniugare pranzo e cena. Domina una atmosfera surreale riscaldata da una stufa spenta, che pare simboleggiare lo spegnersi dell’anima a fronte di una vita densa di incognite e priva di prospettive. Lo sfavillio dell’orchestra dà alle note una forma di materialità che zampilla sugli spettatori e crea risonanze inebrianti e coinvolgenti.

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ETTORE BASTIANINI “Carlo Gèrard” in Andrea Chénier

ettore

La terribile condanna alla servitù

nemico della patria

La servitù è il concetto con cui una consolidata cultura della storia descrive il predominio di una minoranza onnipotente, benestante e arrogante, su una maggioranza di poveri e derelitti, inconsapevoli dei loro stessi diritti, racchiusi dalla oppressione e dalla ignoranza coatta in quella specie di gabbia inabilitante che è la lotta per la sopravvivenza. Di tale servitù prende sofferta coscienza Carlo Gérard nella romanza Son sessant’anni, o vecchio… di fronte allo stato penoso in cui nella dorata dimora dei Conti di Coigny scorge il suo vecchio genitore ancora servo dopo sessant’anni di orrenda sofferenza. Una sofferenza resa eterna dalla servitù dei suoi figli, generati nella servitù e inesorabilmente servi essi stessi.

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ETTORE BASTIANINI “Don Carlo” in Ernani

ernaniIl potere trasfigurante del Potere

ernani ettore bastianini

Pur se derivato dal dramma di Victor Hugo, Hernani, che era stato la bandiera della rivoluzione liberale nel 1830, l’Ernani di Verdi è un’opera tetra, traboccante travestimenti, false identità, improbabili presenze, libidine senile, ansie di vendetta, torbidi complotti. È un coacervo di situazioni che raggiungono il ridicolo cui fa da cornice uno stuolo di soldati, cavalieri, cortigiani, principi elettori, dame, maschere; un mondo in balia delle lotte tra la monarchia spagnola e la monarchia asburgica, assai amorfo prima dell’avvento di Carlo V nel quale i protagonisti raccontano la loro storia con travestimenti, denunciando false identità, promettendo minacce e organizzando congiure.

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ETTORE BASTIANINI “FIGARO” in Barbiere di Siviglia

barbiereLA SUPREMAZIA DELLA INTELLIGENZA SUL POTERE

il barbiere di siviglia

Dopo il furore di odio e di sangue della Rivoluzione Francese e delle devastanti guerre napoleoniche, dopo l’infausto tentativo di restaurazione degli antichi sistemi politici e degli antichi privilegi travolti da quella Rivoluzione, dominava nello spirito degli uomini più illuminati il bisogno di una rigenerazione spirituale, di una rappacificazione e di un oblio condiviso del tragico passato. Anche Rossini che alla politica si sentiva e fu estraneo, per quel prodigio che premia sempre i geni sommi, nel 1816 passata la bufera napoleonica e concluso il Congresso di Vienna sentì di dover dare voce a tale bisogno. Di strumenti ne aveva uno solo ma traboccante: la musica.

E la utilizzò. La utilizzò tuttavia con i canoni che gli erano propri, quei canoni che gli permettevano di cogliere anche nella drammaticità degli accadimenti quotidiani aspetti comici e farseschi; aspetti che se filtrati con l’intelligenza dell’ironia, alla farsa conferiscono la dignità del sorriso riflessivo e la elevano all’altezza dell’apologo morale. Per questo nel Barbiere si fondono in un’unità armoniosa e si integrano in un perfetto equilibrio contrappuntistico, gli aspetti buffi ed esilaranti con quelli poetici, quelli farseschi con quelli etici. L’elemento unificante è la sua musica: mai greve, mai banale e che anche là dove il testo perde di pregnanza e fascino, resta incontaminata nel suo ritmo continuo e travolgente, nella sua superiore affascinante armonia, nella sua eleganza descrittiva, nella sua mirabile ricchezza polifonica.

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ETTORE BASTIANINI – RIGOLETTO

L’IRRESISTIBILE URAGANO DISTRUTTIVO DEL DESTINO

Rigoletto “Cortiginai vil razza dannata…”

rigoletoSe il Rigoletto è quella fiumana di melodie, se ormai senza obiettori il protagonista è considerato il principe incontrastato del canto per baritono, la sua grandezza umana e paradigmatica, l’inesorabile predestinazione che si abbatte sulla sua figura fisica e sulla sua complessa psicologia raggiungono i vertici di una verità sacrale, nella stupefacente interpretazione di Ettore Bastianini. Purtroppo le riflessioni che seguono sono il parto non di una visione dal vivo dell’opera, ma dell’ascolto meditato e silenzioso della registrazione dell’Opera nel 1960 con Renata Scotto e Alfredo Kraus e la direzione di Gavazzeni. Una edizione discografica ricca di raffinatezze stilistiche grazie soprattutto a Lui, e densa di spunti che agevolano la comprensione della evoluzione della capacità di Verdi nel saper espugnare la spiritualità dei personaggi, conferendo loro una universalità ormai indiscussa.

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