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Monthly ArchivesMonthly Archives: agosto 2014

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La gioiosa favola dei debiti tedeschi

debitiPrima degli incontri previsti a Londra nel 1951 [1], per negoziare le condizioni più vantaggiose di calcolo e restituzione del debito, la Repubblica Federale Tedesca doveva rimborsare sia i prestiti obbligazionari stabiliti dal Trattato di Versailles e mai pagati, sia quelli internazionali ricevuti all’epoca della Repubblica di Weimar, il cui pagamento degli interessi era stato sospeso all’inizio degli anni Trenta.
A questi si aggiungevano ancora gli aiuti finanziari concessi dagli Alleati per ricostruire il Paese devastato, dopo il 1945. In seguito alla divisione del Paese in due stati nel 1949, i negoziatori tedeschi si trovavano ad affrontare un dilemma: la Repubblica Federale Tedesca aveva l’obbligo di farsi carico anche dei debiti del Reich accumulati prima della guerra, o poteva ritenersi esonerata, dato che la parte orientale del Paese era occupata dalle truppe sovietiche? Il cancelliere Adenauer optò per la prima soluzione spinto da due ragioni.

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Il ’68: la stagione delle utopie rivoluzionarie

il 68Il racconto della “battaglia di Valle Giulia” cui per avventura fui presente, è come la descrizione di una fotografia nella quale il soggetto è sempre il tempo, un grumo di tempo, una condensa tra passato, presente e futuro, una vertigine. Ero stato a Valle Giulia ed ero stato testimone di una giornata che l’epica rivoluzionaria avrebbe celebrato con il nome di giornata della “battaglia di Valle Giulia”, la cui importanza nella Storia del Paese richiede un racconto approfondito e una lettura dettagliata.

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L’89: la fine di una menzogna

muro

Il 1989 fu un anno drammatico. I cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell’economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell’Unione Sovietica riempivano giornali e telegiornali. Una notizia sensazionale dall’Europa dell’est faceva seguito a un’altra e anticipava un’altra ancora. Solo nella RDT il tempo sembrava essersi fermato. Le elezioni amministrative del maggio del 1989 portarono al solito risultato di 98% per i candidati ufficiali, come al solito falso. Falsità invereconda e ormai non più invisibile cui la gente cominciò a reagire.

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TANGENTOPOLI, L’IMMONDO RETAGGIO DI UNA STAGIONE DI SCEMPI

mani puliteIl livore ultracorporativo della magistratura

Quella triste stagione che prese il nome di Tangentopoli, fu il drammatico effetto degli squilibri il cui primo motore fu la magistratura. In essa talune toghe con argomentazioni elitarie e solo apparentemente funzionali alla corretta amministrazione della giustizia, avevano reagito con livore ultracorporativo anche alle vaghe ipotesi di riforma dell’ordine giudiziario. L’atteggiamento dei togati era squallidamente da ayatollah: difendevano privilegi, poteri di supervisione, facoltà di scatenare il terrore giudiziario quando lo desideravano ma, al contrario che a Teheran, non avrebbero potuto né sarebbero stato in grado di assumere ruoli di governo. La loro azione produceva solo disgregazione e lutti. La loro pervicace azione era sommovimento senza politica con effetti tanto più devastanti quanto più si realizzava in un quadro politico becero e dalle infinite contraddizioni.

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La Destra: dal totalitarismo fascista alla democrazia liberale

la destraDestra e Sinistra sono due termini nati con la Rivoluzione Francese, quando nelle prime riunioni del parlamento a sinistra sedevano gli esponenti della corrente più rivoluzionaria e a destra i filo monarchici. E per allora non ebbero altro significato. Ma nel Novecento con la Rivoluzione Russa e la Seconda Guerra Mondiale quegli stessi termini individuarono il capitalismo americano e il comunismo sovietico, i due pilastri dell’unico scenario realmente rispondente al modello di democrazia liberale, il bipolarismo. Un bipolarismo che veniva affermandosi in diversi paesi occidentali, ma non in Italia.

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