africaIn Nigeria un’autobomba guidata da un kamikaze dell’Islam si schianta contro una chiesa cristiana, nella quale irrompono uomini armati che sparano sui fedeli. Nella regione di Zanzibar tre chiese sono distrutte, in Tanzania sono rasi al suolo almeno trenta edifici di culto cristiani. E non da ultimo, i ventuno copti egiziani sgozzati uno dopo l’altro sulle rive del Mediterraneo, con il pugnale del boia incappucciato che puntava dritto al di là del mare, alla Roma da conquistare, umiliare e sottomettere al misericordioso dio dell’islam. Dal Maghreb al Sinai, dalla vecchia Tripolitania al sud del continente, la lista delle persecuzioni s’aggiorna ogni giorno. I papi se ne addolorano da anni, i vescovi locali vengono in Europa a chiedere sostegno per fermare la strage. Sarebbe saggio e giusto che noi cristiani d’Europa prendessimo coscienza che una parte ragguardevole delle nostre radici cristiane latine è germogliata nel sud del Mediterraneo, vera culla del cristianesimo occidentale. Le più antiche opere di teologia cristiana composte in latino provengono da Cartagine, patria di Tertulliano. E poi sant’Agostino, il vescovo di Ippona grazie al quale l’occidente latino conquistò la sua indipendenza teologica, la sua propria personalità cristiana e la sua propria lettura del messaggio biblico. Anche il monachesimo trovò in Africa la sua prima sedimentazione. Sarebbe stato sempre Agostino a organizzare i primi luoghi di vita monastica, a Tagaste. Meta ideale era il deserto egiziano, la regione popolata da coloro che per primi avevano messo in atto la rinuncia definitiva alla vita mondana. Nel deserto più che altrove il pellegrino poteva entrare in contatto con quella fede autentica che aveva chiamato molti a ritirarsi in solitudine, modelli di vita ascetica volta al superamento della dimensione terrena attraverso la preghiera, il digiuno e la penitenza. Di quegli insediamenti ne sopravvivono ancora molti, compreso il monastero di Santa Caterina, nel Sinai meridionale. Quel modo di vivere divenne poi un modello. Nel corso del IV secolo, personalità di spicco dell’oriente cristiano si recarono in occidente diffondendo con le parole e gli scritti i modelli del monachesimo egiziano e incoraggiandone l’imitazione. Modelli improntati sul rigoroso ascetismo orientale accolti e assimilati a tal punto da modificare e plasmare le aspirazioni monastiche in occidente. Un cristianesimo vivace e fecondo quello africano delle origini, travolto da dispute dogmatiche, battaglie dai connotati ben poco cristiani su cui la travolgente novità musulmana avrebbe avuto gioco facile a imporsi. Read more »

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