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Monthly ArchivesMonthly Archives: novembre 2015

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PARIGI – 13-11-15

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I fondamentalisti islamici hanno portato la guerra in territorio europeo. Trattasi di una loro ulteriore vittoria e di una ulteriore sconfitta per l’Occidente. Non sono bastati l’11 settembre, gli attentati di Londra e di Madrid, non è bastato Charlie Hebdo, e mille altri massacri in tutto il mondo per svegliare l’Europa dal suo torpore.

E ora si è di fronte a questo terribile 13 novembre. Quali altre stragi occorre attendere perché l’imbelle Hollande cessi la sua miope politica estera, perché Obama e i governanti europei capiscano che all’Occidente è stata dichiarata Guerra? La sciagura di Parigi era drammaticamente prevedibile e forse anche annunciata. Così come drammaticamente prevedibile è che questo non sarà l’ultimo attacco islamico all’Europa.

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L’Italia: l’amara vicenda storica di una lingua e di una identità

italiaIl termine “Italia” evoca un Passato glorioso, ma anche una fioca, eroicizzata speranza in un glorioso Futuro. Gli italiani fuggono dal Presente mostrando di credere che esso rappresenti solo una parentesi di decadenza in un destino di trionfi. Trattasi dello stesso tema di cui impropriamente si abusò tra Umanesimo e Risorgimento. Machiavelli volle addirittura concludere il suo “Principe” con un brano della canzone di Petrarca dove alla mesta elegia di fondo subentrano improbabili accenti guerrieri. Schema che tendeva a istituire un mitico legame di continuità tra gli antichi latini e il frammentato atlante geopolitico dell’Italia preunitaria di allora. Uno schema trasportabile nell’Italia delle Regioni oggi. Era una fiaba fragile e tenace che illuse Petrarca e Cola di Rienzo; la fiaba che cinque secoli dopo nutrì le speranze della Repubblica romana e pervase le orazioni di Mazzini sulla Terza Roma. E’ ancora la stessa fiaba che nella seconda metà dell’Ottocento mostrò con Carducci il rovescio reazionario degli antichi aneliti utopistici. Carducci mise il classicismo alla portata delle nuove masse piccolo-borghesi, preparando con le aquile fasciste un’altra mitizzazione dell’eredità latina. Ma fino alla stagione del 1860-’61, la parola “Italia” indicava essenzialmente il Paesaggio del “giardino d’Europa” mera “espressione geografica” come la definì Metternich o la lingua della Poesia. Read more »

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