++ Conte, fiducia a progetto e contratto di cambiamento ++Il gruppo dirigente dei Cinquestelle è un concentrato di bugiardi, falsari, ipocriti e disonesti. Nessuna foglia di Fico è così estesa da coprire l’iniqua realtà che a quattro mesi dall’insediamento del governo Conte si staglia con evidenza. Potevan quegli elettori che il 4 marzo hanno votato M5S immaginare gli inganni nascosti dietro l’apparente fragranza delle promesse di onestà-onestà; di ambientalismo no-grandi opere; di fine della tolleranza dell’immigrazione; di trasparenza?

Il capo dei falsari è il novello pontefice Luigi Di Maio. Da ministro e vicepremier ha manipolato con torbida innocenza le carte almeno per due volte: “decreto dignità”, radiosa idea generata dallo squallore della sua intelligenza avrebbe abolito il jobs act, presunta iniqua causa di iniquo precariato. Ma il jobs act resta. Resta peggiorato per le aziende e per quei giovani illusi che già vedevano rinnovato il terzo contratto, del quale invece sono stati scippati in nome della vittoria sulla povertà.

Poi Ilva. Di Maio e il Movimento volevano chiuderla e per farlo avevano ritenuto con insana furbizia il contratto firmato da Calenda come irregolare. Purtroppo, per il gran cerimoniere, l’Avvocatura dello Stato lo ha platealmente sconfessato, senza però poter evitare che costui si pavoneggiasse per aver firmato lo stesso patto in precedenza contestato.

V’è poi un altro ministro che ha tradito il suo Movimento. Ed è Barbara Lezzi, l’inutile ministro per il Sud, che adesso dà via libera al Tap. Ha spiegato che il blocco “avrebbe avuto un costo troppo alto per il Paese”. Brava, bravissima. Non aveva potuto pensarci prima, perchè per lei il calcolo costi/benefici era ed è una cima troppo innevata da raggiungere. Pietà per i miseri e diseredati impone di ignorare il ministro Giulia Grillo, quella dell’ ”obbligo flessibile” per i vaccini, e l’inetto Toninelli, la più eloquente e sadica testimonianza del tradimento non solo del M5S ma della intelligenza. E Bonafede? Pareva animato dal sacro fuoco del fare ed è risultato la più alta esaltazione del nulla, monumento di inettitudine e di caparbia ingerenza nei lavori del CSM.

Qualche analfabeta a 5 stelle evoca con orgoglio la famosa “pace fiscale”, ossia quel mal perverso condono, quell’immorale, diseducativo, obbrobrioso “salvare” chi ha evaso a cospetto di chi pagato, giustificando l’editto con la maestosa e solenne falsità di voler venire incontro a chi pur volendo non poteva pagare! E allora l’amara domanda: Dove son state trafugate l’onestà, la giustizia, la trasparenza?

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