L’arco della natività e la piazza delle prime scorribande


arco locorotondoManlio Mirabile
 nato a Locorotondo, estremo lembo della provincia di Bari a ridosso della splendida Valle d’Idria, vive a Roma. Frequentò le scuole medie presso il liceo classico Tito Livio di Martina Franca. Superò gli esami di maturità con una pagella che risultata tra le prime cinquanta pagelle nazionali, fu premiata con un viaggio attraverso le più blasonate città d’Italia. Un viaggio che fu il viatico verso la scoperta dell’amore per l’arte e la letteratura. Era l’ultimo degli anni ’50, gli anni della televisione, gli anni in cui gli italiani trovavano con essa un nuovo focolare che li univa negli entusiasmi e nella lingua. Erano anche gli anni in cui l’Italia nel pieno del miracolo economico era divenuta la terza potenza nucleare. Nello sviluppo delle centrali nucleari il Paese riponeva speranze e risorse. Fu anche a ragione di questo che il suo professore lo convinse a iscriversi alla facoltà di fisica. Fu universitario a Roma La Sapienza, dove concluse gli studi con una tesi sulla risonanza magnetica nucleare (RMN), allora poco conosciuta nelle sue potenzialità. Con una tesi che si rivelerà utile all’impiego della RMN quale strumento di diagnostica medica, giunse alla laurea in fisica nucleare. Una laurea che pareva promettente. Ma la guerra dei petrolieri delle Sette Sorelle contro le centrali nucleari e le sciagure di Three Mile Island (USA) e di Černobyl’ (URSS), alienarono le poche simpatie di una opinione pubblica poco informata e molto atterrita. I referendum abrogativi del novembre ‘87 furono per esse la pietra tombale e per i tanti occupati nel campo nucleare, furono la sanzione della inutilità di una cultura  apparsa come l’alba di una nuova era. Fu invece l’alba che poneva fine a un sogno e imponeva la ricerca di un nuovo sentiero professionale. Si avviò lungo il sentiero della fisica dei materiali, percorrendo il quale giunse a essere Rappresentante Nazionale presso il Comitato Tecnico per la Ricerca Industriale della Commissione Europea. Fu in tale veste testimone di tanti eventi che portarono i Paesi europei dal Trattato di Parigi (1951) istitutivo della CECA al Trattato di Maastricht (1992) istitutivo della Unione Europea. Eventi raccontati nel saggio DALLA CECA ALLA UNIONE EUROPEA. Piccola storia di un grande idea (Del Gallo Editore 2005). Ma alla grande idea fece seguito una grande delusione. Colse per tempo l’inganno dell’euro e lo scrisse nella sua Piccola Storia di una Grande Illusione (Albatros, 2009). In quel mondo ricco di procedure ma povero di idealità, sentì più profondo il bisogno di una occupazione capace di alleviare l’amarezza delle faziosità di cui avvertiva l’imperversare. Tornò a coltivare un amore trasmessogli dalla mamma: l’opera lirica. In tale tragitto incontrò un soprano dalla voce eccelsa. Amarilli Nizza fu il soprano che gli permise di cogliere la intensa spiritualità degli innumerevoli personaggi interpretati, e a lei dedicò Arte e Spiritualità nel canto di Amarilli Nizza (Aracne 2013). Ma la Grande Storia che genera nuovi mondi, modella i popoli, ridisegna la geografia dei paesi, rivoluziona le menti, è stata sempre il suo rifugio. In essa ha colto la primigenia motivazione delle civiltà d’ogni tempo. E quella dell’ultimo secolo conosciuta attraverso il racconto dei genitori, lo ha attratto per la fragranza della contemporaneità. Ha maturato così il bisogno di un approfondimento della cronaca politica, approfondimento dal quale sono germogliati alcuni Sprazzi di Storia (Aracne 2014), raccontati a beneficio, forse, di coloro che trascurandone l’analisi ne hanno perso la sintesi. E gli insegnamenti.

 

 

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