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TERRORISMO ISLAMICO

isisGli avvenimenti di Parigi funesti e reiterati dal gennaio al tragico 13 novembre del 2015, le incursioni omicide nell’hotel Radisson a Mali, hanno reso attuali due domande: è possibile un dialogo con l’ISIS? E col dialogo è possibile una pace? La risposta è NO! La seconda domanda è come risolvere il problema dei terroristi islamici. Una risposta univoca e inoppugnabile non sembra esserci. Inoppugnabile è invece che la guerra di mare, di terra, di cielo non annienta il terrorismo. Uccide civili e militari, terroristi e uomini onesti, ma non annienta il terrorismo non eliminando le ragioni del suo insorgere e le mutazioni psicologiche che inducono diversi puri di spirito ad aderire a una dottrina di morte.

Due risposte che per essere comprese devono essere motivate e per motivarle occorre partire da un momento significativo della storia in Medio-Oriente. Lo farò cercando un linguaggio neutro ed evitando un taglio fazioso, seppure tutta la letteratura consultata, estesissima ma non convergente, non potrà che essere filtrata dalla mia sensibilità e dalla mia capacità di analisi.

La nascita di Israele e l’assassinio di al Sadat

La nascita di Israele nel 1948 quale attuazione della dichiarazione di Lord Balfour del 1917 e quale conseguenza della diaspora ebraica seguita all’Olocausto nazista, ebbe due effetti: la reazione dei palestinesi cui erano sottratti i territori destinati agli ebrei di nuovo insediamento e la formazione di gruppi islamici che temevano che quell’insediamento fosse l’inizio della de-islamizzazione dei territori occupati. Un processo che occorreva rendere impossibile. Ma le sconfitte subite dagli eserciti arabi nel 1967 nella Guerra dei Sei giorni tra Israele, Egitto, Giordania e Siria, avevano provato che la guerriglia e il terrorismo erano l’unica condotta di guerra che potesse rendere raggiungibile tale risultato. Gli attacchi terroristici dei palestinesi islamici contro Israele ebbero il loro momento di massima visibilità col massacro a Monaco di Baviera durante le olimpiadi del 1972. Un massacro che fece vittime, ma che non producendo alcuna vittoria contro Israele generò una crisi di fiducia nelle possibilità di sconfiggerlo. Una crisi solo in parte assorbita con la guerra del Kippur nel 1973 tra Egitto, Siria e Israele e con il successivo Trattato. Trattato con cui all’Egitto di Sadat Israele restituiva il Sinai occupato durante la Guerra dei Sei Giorni e permetteva la riapertura del canale di Suez, ottenendo in cambio la firma di una pace duratura. Per quel Trattato il prezzo pagato da Sadat fu altissimo: l’Egitto fu espulso dalla Conferenza Panislamica e lui stesso fu assassinato nel 1981 dalla jihad (guerra santa) islamica. Continua a leggere »

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PARIGI – 13-11-15

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I fondamentalisti islamici hanno portato la guerra in territorio europeo. Trattasi di una loro ulteriore vittoria e di una ulteriore sconfitta per l’Occidente. Non sono bastati l’11 settembre, gli attentati di Londra e di Madrid, non è bastato Charlie Hebdo, e mille altri massacri in tutto il mondo per svegliare l’Europa dal suo torpore.

E ora si è di fronte a questo terribile 13 novembre. Quali altre stragi occorre attendere perché l’imbelle Hollande cessi la sua miope politica estera, perché Obama e i governanti europei capiscano che all’Occidente è stata dichiarata Guerra? La sciagura di Parigi era drammaticamente prevedibile e forse anche annunciata. Così come drammaticamente prevedibile è che questo non sarà l’ultimo attacco islamico all’Europa.

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L’Italia: l’amara vicenda storica di una lingua e di una identità

italiaIl termine “Italia” evoca un Passato glorioso, ma anche una fioca, eroicizzata speranza in un glorioso Futuro. Gli italiani fuggono dal Presente mostrando di credere che esso rappresenti solo una parentesi di decadenza in un destino di trionfi. Trattasi dello stesso tema di cui impropriamente si abusò tra Umanesimo e Risorgimento. Machiavelli volle addirittura concludere il suo “Principe” con un brano della canzone di Petrarca dove alla mesta elegia di fondo subentrano improbabili accenti guerrieri. Schema che tendeva a istituire un mitico legame di continuità tra gli antichi latini e il frammentato atlante geopolitico dell’Italia preunitaria di allora. Uno schema trasportabile nell’Italia delle Regioni oggi. Era una fiaba fragile e tenace che illuse Petrarca e Cola di Rienzo; la fiaba che cinque secoli dopo nutrì le speranze della Repubblica romana e pervase le orazioni di Mazzini sulla Terza Roma. E’ ancora la stessa fiaba che nella seconda metà dell’Ottocento mostrò con Carducci il rovescio reazionario degli antichi aneliti utopistici. Carducci mise il classicismo alla portata delle nuove masse piccolo-borghesi, preparando con le aquile fasciste un’altra mitizzazione dell’eredità latina. Ma fino alla stagione del 1860-’61, la parola “Italia” indicava essenzialmente il Paesaggio del “giardino d’Europa” mera “espressione geografica” come la definì Metternich o la lingua della Poesia. Continua a leggere »

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LA SCOPERTA DELLA ETÀ DEL SOLE

LA CONFERMA EVOLUZIONISTA E IL SOLE ARTIFICIALE

Quanti anni ha il Sole e quanto vivrà ancora? In tali domande si racchiudeva il sogno dell’umanità quando nel 1938 Hans Bethe, genio della fisica nucleare francese, risolse il dilemma dell’età. Allora tutti i processi energetici chimici e fisici conosciuti, lasciavano ipotizzare una età massima di qualche decina di milioni di anni. Quanto scoperto da Bethe per il sommo Lord Kelvin era sufficiente ad annientare la più importante teoria scientifica del secolo XIX: il darwinismo. Come faceva infatti Darwin a postulare l’evoluzione delle specie in una durata di milioni e milioni di anni se tutta la fisica e la chimica dell’epoca lasciavano prevedere una durata di vita del Sole al massimo di soli pochi milioni di anni? Come potevano le specie animali risultare più vecchie della fonte stessa di energia che ne consentiva l’esistenza? L’assurdo era evidente. Sotto i colpi matematici di Lord Kelvin la teoria dell’evoluzionismo vacillò tremendamente. In base alle conoscenze chimiche, il Sole risultava dotato di una energia immensa ma limitata. Con una vita naturale limitata anche il potere energetico sarebbe stato limitato. Ma Hans Bethe, geniale collaboratore di Enrico Fermi, sciolse il dilemma dell’età e risarcì Sir Charles Darwin svelando la fonte di generazione di energia che allungava la vita del Sole da milioni a miliardi di anni e sbriciolava le basi del principio di scarsità di Lord Kelvin: la Natura infatti poteva produrre una quantità enorme di energia grazie a processi nucleari e non chimici. Il combustibile stellare non era, come credeva Lord Kelvin, l’energia residua contenuta negli elementi chimici che formavano il Sole. L’immenso bacino di combustibile era invece contenuto nel nucleo dell’atomo. In esso avvenivano e avvengono sorprendenti processi di reazione che interessano l’elemento di cui il Sole è più ricco: l’idrogeno. Alle altissime temperature, alla densità e alla pressione dell’interno del Sole, i nuclei di idrogeno vengono forzati ad avvicinarsi fino a fondersi insieme creando un nuovo elemento, l’elio. Ma quando questi processi furono scoperti, il valore di massa dell’elio risultava inferiore al peso dei quattro nuclei di idrogeno. Dov’era l’energia mancante? Era stata irraggiata nel sistema solare, in quantità straordinaria e durata enorme. Il combustibile nucleare, l’idrogeno, che alimentava il motore delle stelle era presente in quantità tali da garantire riserve per miliardi di anni.

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L’ONU – L’ignominia di un covo di corrotti che doveva essere palazzo di vetro

bankimoon

Corrompere ed essere corrotti, offendere i diritti umani, favorire la egemonia islamista. Ecco la tragica missione dell’Onu. Nel 2004 13 stati su 53 della fallita Commissione dei diritti umani dell’Onu erano “non liberi” o “parzialmente liberi”. Oggi sono 21 i paesi membri giudicati dittatoriali o autocratici dai quali arrivano ambasciatori dell’Onu, i personaggi più indesiderabili del pianeta. La gestione dell’ex-segretario generale Kofi Annan fu contrassegnata da corruzione, nepotismo e irresponsabilità politica. Il figlio Kojo era a libro paga della società che avrebbe dovuto controllare il programma iracheno Oil for Food. Fu lo scandalo più devastante per la credibilità delle Nazioni Unite che costò a Kojo la elezione a segretario. Fu scelto invece lo scellerato Ban Ki-moon e il giro delle parentele riprese. Sua figlia, Ban Hyun Hee, fu collocata nell’Unicef, suo genero, Siddarth Chatterjee, fu prima nominato capo dello staff dell’Onu a Baghdad, in seguito fu promosso alla guida dell’l’UNOPS, Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ed i progetti, che gestisce appalti miliardari con sede in Danimarca. E in Danimarca fu trasferita sua moglie. Continua a leggere »

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