La badessa di Montecitorio

boldriniÈ appena uscito il primo libro di Laura Boldrini dopo la sua ascesa al terzo scranno più alto delle istituzioni nazionali. Leggerlo non è obbligatorio, ma quando si è deciso di leggerlo occorre munirsi di risorse non comuni per giungere a leggere almeno la metà delle 225 pagine. Tranne le citazioni, il resto è scritto in un italiano perfetto, che farebbe invidia a un fanciullo non ancora alle medie. Di che tratta è difficile dire. V’è una miscela di temi che generosamente spaziano dai ricordi autobiografici di fanciulla, alla sorpresa per l’elezione a Presidente della Camera, all’annuncio che ne dà alla diletta figlia Anastasia e all’amato compagno di vita e di idee, Vittorio. Molto commovente e coinvolgente il racconto della sua inattesa esultanza per un ruolo per cui con umiltà riconosce di essere impreparata, e per lo stupore provato nell’entrare a Montecitorio, varcando una soglia che “consente di mettere a fuoco gli aspetti ferragginosi dell’iter legislativo”, che lei ovviamente sente come suo primo compito dover affrontare, e suo primo problema risolvere. In un batter d’occhio coglie i problemi della Camera: i problemi dei costi, della disattenzione diffusa per le proposte di legge popolari, <scrolla> la testa constatando con insolita luminescenza “la indifferenza delle istituzioni verso la società che dedica risorse ed energie a migliorare il paese”. Di fronte a tali nuovi e urgenti problemi propone ai collaboratori la istituzione di un <comitato> per la revisione del regolamento della Camera. Comitato che si mette subito all’Opera. La sera successiva assistono a una rappresentazione di Carmen al Teatro Costanzi. Ma la riforma proposta viene bocciata. È la prima battuta d’arresto per la invitta condottiera, che rimane così colpita da doverne subito parlare al suo amato Vittorio che amorevolmente la consola: Non puoi pensare che tutto vada sempre in porto, Laura. Tu hai la mentalità pragmatica di una persona produttiva, abituata a ragionare per obiettivi e risultati immediati. E in questo la politica, purtroppo, non ti risparmia delusioni: ci sono tempi diversi (pag. 45).

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