edittiI Concili, le Crociate, la Guerra dei Trent’Anni

Questo racconto storico troppo breve per coprire 13 secoli di storia, ha il solo obiettivo di rendere agevole e rapida la comprensione di eventi e dispute sulla natura del Cristianesimo e dei poteri dei suoi rappresentanti, che iniziati con gli editti degli Imperatori Costantino e Teodosio, dopo aver attraversato la lunga stagione delle Crociate contro gli arabi musulmani, si concluderanno con la Guerra dei Trent’Anni, ultimo atto delle guerre di religione e ragione prima delle Guerre di Successione.

Alla fine del III secolo venne realizzata un’importante riforma della funzione imperiale. Il potere non fu più in mano a un’unica persona, ma venne esercitato da un collegio composto da due Augusti e due Cesari (tetrarchia). Il territorio dell’impero fu diviso in due parti: Occidente e Oriente. Furono nominati un Augusto e un Cesare per l’Occidente e un Augusto e un Cesare per l’Oriente. Ciascun tetrarca scelse la propria residenza in una città diversa. Le due sedi imperiali in Occidente furono Treviri e Milano. Roma rimase la sede del solo Senato.

Nel 306 il generale Massenzio pretese di ripristinare la sede imperiale romana e con il suo esercito si proclamò capo incontrastato dell’Urbe, riempiendo il vuoto lasciato dai due tetrarchi d’Occidente ormai a Treviri e a Milano.

Nella primavera del 312 Costantino uno dei tetrarchi d’Occidente, affrontò Massenzio. Lo scontro decisivo avvenne nella Battaglia di Ponte Milvio.

Costantino vinse. Entrato in Roma come unico Augusto d’Occidente, celebrò il Trionfo, ma ormai convertito al Cristianesimo grazie soprattutto alla azione di sua madre Elena (sant’Elena), non salì il colle del Campidoglio, sede del tempio più sacro ai romani, non rimase a lungo a Roma ma  si recò a Milano (nel 313). A Milano firmò il famoso editto di tolleranza secondo cui ciascuno poteva praticare il proprio culto. I Cristiani fino ad allora perseguitati poterono così esprimersi e praticare il loro credo senza temere persecuzioni. L’editto di Costantino se liberò i cristiani dalla schiavitù delle catacombe, generò immensi problemi. Con esso si passava infatti da una sola religione politeistica, a due religioni diverse: politeistica quella pagana, monoteistica quella cristiana. Quest’ultima a sua volta imponeva per i cristiani una revisione degli stilemi di comportamento (atti, devozioni, riti, giorni sacri…), di cui la Chiesa di San Clemente a Roma è densa di testimonianze. In più richiedeva che tutta la massa di documenti, di leggende, di credi, fosse resa uniforme in oriente e in occidente e fosse rigorosamente condivisa. Di qui la esigenza di un concilio ecumenico. Il concilio si tenne in effetti nel 325 a Nicea, poco distante da Istanbul e fu l’importantissimo primo Concilio ecumenico del mondo cristiano.

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