Case-chiuseGli anni ’50 si aprivano con un avvenimento già programmato da tempo la cui realizzazione richiedeva il dispiego di risorse che secondo molti, all’interno e fuori della Chiesa, il Paese appena era nella condizione di permettersi: l’Anno Santo, annunciato nel consueto Radiomessaggio di Natale da Pio XII come momento di rappacificazione. Tornava alla Sua mente il fatale agosto del 1939, quando più minacciosi si facevano i tuoni di guerra, aveva elevato la Sua voce scongiurando nel nome di Dio governanti e popoli a risolvere i loro dissensi con comuni e leali intese. Aveva gridato “Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra!” E non era stato ascoltato. Ora, a guerra terminata ma in un mondo ancora straziato da contrastanti interessi e indescrivibili persecuzioni, ritenendo divina missione della Chiesa il perseguimento della Pace, Egli Vicario di Cristo non conosceva né dovere più santo né missione più grande che di essere instancabile propugnatore di pace. Eppure dopo tale messaggio di speranza e fratellanza il 1950 si aprì in modo disastroso. Poco dopo la Epifania in quel di Modena operai scesi in piazza contro la società che li aveva licenziati per fallimento, di fronte a poliziotti armati, furono causa e oggetto di violenti scontri. Sei di essi rimasero a terra per sempre generando il paese nel timore di un ritorno alla guerra civile. Così non fu. Anzi. Togliatti dimostrò grande moderazione e a testimonianza del suo sincero dolore volle adottare una delle figlie degli operai morti. Maria Malagoli divenne così la sua figlia adottiva, a torto ritenuta in seguito figlia adulterina avuta dalla sua compagna Nilde Jotti. Read more »

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