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Tag Archives: Nabucco

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ETTORE BASTIANINI “Don Carlo” in Ernani

ernaniIl potere trasfigurante del Potere

ernani ettore bastianini

Pur se derivato dal dramma di Victor Hugo, Hernani, che era stato la bandiera della rivoluzione liberale nel 1830, l’Ernani di Verdi è un’opera tetra, traboccante travestimenti, false identità, improbabili presenze, libidine senile, ansie di vendetta, torbidi complotti. È un coacervo di situazioni che raggiungono il ridicolo cui fa da cornice uno stuolo di soldati, cavalieri, cortigiani, principi elettori, dame, maschere; un mondo in balia delle lotte tra la monarchia spagnola e la monarchia asburgica, assai amorfo prima dell’avvento di Carlo V nel quale i protagonisti raccontano la loro storia con travestimenti, denunciando false identità, promettendo minacce e organizzando congiure.

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DUETTI VERDIANI – Amarilli Nizza e Roberto Frontali

assieme nella

Intensa esplorazione verdiana degli abissi spirituali nei rapporti padre-figliaIn sei duetti baritono-soprano il CD Duetti Verdiani propone una avvincente esplorazione degli abissi spirituali nei rapporti padre-figlia, intrecciati col più vasto e complesso sistema di poteri che li avvolge e condiziona. La non casuale scelta dei brani è una testimonianza inoppugnabile della evoluzione artistica di Verdi dal 1842 con il Nabucco al 1871 con Aida, durante il magico trentennio in cui inizia e si compie la straordinaria avventura del Risorgimento. Di tali e tanti eventi Verdi, refrattario a ogni accadimento che non fosse musica, non colse né i confini ideologici né le contrapposizioni politiche. Ma afferrò quanto le masse delle Giornate di Milano, delle battaglie di Novara e Custoza, stanche di una musica tutta frizzi, merletti e sospiri, avvertissero il bisogno di una musica priva di fronzoli ma travolgente, vigorosa, possente. L’empito romantico del suo genio colse in tali storici sommovimenti la suggestione di possibili grandi affreschi musicali, pretesto per cori gagliardi, capaci di generare suggestioni collettive ed entusiasmi di popolo in lotta per la libertà. E colse soprattutto quanto gli avvenimenti che fanno la Grande Storia abbiano effetti sulla piccola, negletta storia individuale, distruggono affetti e identità. Trasformano in cumuli di macerie armonie famigliari costruite nel solco di eredità di culture e di costumi.

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AL TEATRO MASSIMO di PALERMO – NABUCCO

La schiavitù di un popolo quale emblema di una identità perduta
Ogni riferimento alla preghiera dolente e intensa del Va’ pensiero, porta al Nabucco e solo al Nabucco. Ispirata al Salmo biblico nel quale sulle sponde dell’Eufrate il popolo d’Israele in cattività eleva struggenti preghiere perché siano restaurati il proprio tempio e il proprio regno, la preghiera troverà eco estatico tra gli Italiani oppressi dalla dominazione austriaca. Traducendo semplicemente e magnificamente l’esperienza dolorosa di un popolo oppresso e la sua insopprimibile aspirazione alla libertà, quel canto sublime travalicherà il tempo del Risorgimento e con sommo magistero musicale continuerà a richiamare l’atroce perversità delle occupazioni che alcuni popoli impongono ad altri popoli negando loro identità nazionale e dignità di uomini. Sintesi atipica, tocca ancora oggi e ancora più a fondo tanta umanità che umiliata nella identità e dignità cerca il riscatto con atti e forme che raggiungono la follia distruttrice.

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