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Tag Archives: Repubblica

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La crisi del ’29

il'29Il crollo della borsa di Wall Street e la crisi che ne seguì, indicano il periodo più nefasto della storia economica del ‘900 in tempo di pace. Un periodo durante il quale su scala mondiale tutte le attività economiche si ridussero drasticamente in modo rapido, radicale e pervasivo. Produzione, occupazione, redditi, salari, consumi, investimenti, risparmi, tutto fu violentemente travolto in un crollo che non aveva precedenti. La violenza e la rapidità del quale furono tali che nessun analista fu capace di prevederle e adottare contromisure adatte a contrastare il crollo o a limitarne i danni. Seppure si conoscessero i fattori del processo economico che avevano generato le crisi precedenti, quella iniziata nel ’29 si manifestò in modo così improvviso e così scarsa di segnali premonitori, che qualunque analisi sarebbe stata inidonea a prevenirla. Basti pensare che ancora alla fine dell’estate di quell’anno la borsa di New York attraversava una fase di grande euforia per la massa di ordini di acquisto. Ma giovedì 24 ottobre inaspettatamente essa crollò: milioni di azioni vennero vendute a prezzi nettamente inferiori a quelli di acquisto, in un crescendo di vendite sottocosto che nonostante gli interventi massivi posti tempestivamente in essere dai governi e dai gruppi bancari e finanziari, non incontrò argini fino al martedì 29 ottobre.

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In ricordo di Bettino Craxi

L’ inutile tentativo di smuovere la palude del compromesso storico    

 

CraxiQuella di Bettino Craxi non fu una morte amabile, ma una morte amarissima, senza riscatto, profondamente disperata, una morte che generò esteso e profondo senso di colpa non solo nella masnada di ruffiani fattisi censori e liquidatori del suo onore politico. Perfino i suoi persecutori ebbero un momento di soprassalto, quei magistrati che ne fecero il capro espiatorio di quella Repubblica dei partiti che doveva scomparire a viva forza e nella vergogna.

15 anni fa nel gennaio del 2000, dall’aria desertica di Hammamet, spirò come vento gelido un sentimento ineluttabile di tragedia. Le cure mancate e la viltà politica che avevano consegnato alla latitanza e all’esilio quel socialista garibaldino dell’Ottocento diedero la misura della ferocia di una stagione italiana fertile di ingiustizia e di morbosa violenza politica. Il socialismo italiano si era dissolto con la caduta del suo ultimo capo. Io non ero stato e non ero socialista. Ma dalla fine prematura e in contumacia di Craxi fui coinvolto esistenzialmente.

La sua vita era stata amabile, sebbene chi lo conosceva nell’intimità racconti di un tipo che amava cantare, attardarsi nella notte, vivere negli anfratti del piacere lasciati liberi dalla intensità e varietà del suo lavoro. In lui si fondevano gioia di vivere con spirito ribaldo, propensione alla mediazione con la indisponibilità a quelle pigrizie che rendono noioso il carattere burocratico della lotta politica. Così la sua sortita a livello nazionale dopo il suo successo all’hotel Midas, creò allarme in un paese dalle ideologie blindate incendiando subito il vecchio pagliaio della consociazione partitocratica e determinando con un clima di quasi spregiudicatezza, soffi di libertà impensabili nei cupi primi anni Settanta.

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L’89: la fine di una menzogna

muro

Il 1989 fu un anno drammatico. I cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell’economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell’Unione Sovietica riempivano giornali e telegiornali. Una notizia sensazionale dall’Europa dell’est faceva seguito a un’altra e anticipava un’altra ancora. Solo nella RDT il tempo sembrava essersi fermato. Le elezioni amministrative del maggio del 1989 portarono al solito risultato di 98% per i candidati ufficiali, come al solito falso. Falsità invereconda e ormai non più invisibile cui la gente cominciò a reagire.

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La condanna di Berlusconi

bniLa Nuova Grande Inquisizione verso la conquista del Potere

Da quasi 20 anni la Magistratura, la Nuova Grande Inquisizione, dopo avere sradicato la Repubblica e i partiti autori della Costituzione, rivolta Berlusconi con accuse di collusione,con un numero inverosimile di indagini e perquisizioni, avvisi di reato, violazioni del segreto investigativo, deposito in edicola di intercettazioni, processi in tribunale e processi televisivi, accuse per come l’imputato si difende nei processi o dai processi, nuove accuse e risentimenti contro le sue ricusazioni, contro le leggi che rendono più difficile la caccia all’uomo, contro i suoi pronunciamenti auto-difensivi, contro ogni ipotesi di riforma della giustizia che non sia la ratifica dello status quo, inviti autorevoli e togati a “resistere, resistere, resistere!”, triangolazioni di vario genere e sofisticate mediazioni istituzionali. Di Pietro che diede l’assalto al Cav. ha alla fine fondato un partito forcaiolo.
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I sedicenti magistrati

magistratiDa quasi venti anni la magistratura, dopo avere sradicato la Repubblica e i partiti autori della Costituzione, continua a rivoltare come calzini parlamentari, palazzinari, tassinari, assessori, governatori, imprenditori, calciatori, roditori. Lancia come petardi accuse di ogni tipo, avvia un numero inverosimile di indagini e perquisizioni, notifica avvisi di reato, violazioni del segreto investigativo, deposita in edicola intercettazioni, celebra processi in tribunale e processi televisivi, denuncia come l’imputato si difende nei processi o dai processi, e poi nuove accuse e risentimenti contro le sue ricusazioni, contro le leggi che rendono più difficile la caccia all’uomo, contro i suoi pronunciamenti di auto difesa, contro ogni ipotesi di riforma della giustizia che non sia la ratifica dello status quo, rivolge inviti autorevoli e togati a “resistere, resistere, resistere!”, cerca con caparbietà triangolazioni di vario genere e sofisticate mediazioni istituzionali.
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