Il paradigma della libertà goduta dalla natura selvaggia

Carmen 

carmenCarmen è una storia d’amore e di morte, di stordente attualità quando si pensi al reiterarsi di omicidi di donne per ragioni sentimentali perpetrati quasi come un rito conclusivo della degenerazione dell’amore nella gelosia cieca e nella follia devastante. Tuttavia Carmen non è solo vittima, è fuoco, è elemento di calore e di distruzione, sovvertitrice dell’ordine precostituito con il disordine delle passioni, gitana inebriata dalla libertà, libertà assai lontana dalla liberté dell’illuminismo, ma fonte e ragione stessa della esistenza. La vita errante è bella, avere l’universo come dimora è inebriante. Vivere nella libertà e, nel vessillo della libertà, morire, è l’ardimento più alto e il traguardo più ambito. Carmen non è lo sbocco operistico di un movimento storico o culturale. È invece la natura selvaggia che nella sua bellezza e sensualità, si fa donna: paradigma della medesima libertà da ogni legge che non sia la sua legge, non sottoposta ad alcun ordine precostituito che non sia quello da lei creato. Donna che vive nelle taverne del mondo, tra le gole montagnose, che divora la vita nelle abitudini e nei sentimenti più alti e più protervi, più miti e più ribelli con sentimenti che toccano i vertici più alti della drammaticità. L’opera è allora un tsunami di musica che attraversa villaggi, paesaggi soleggiati, atmosfere di festa e quotidianità scontate, uomini e donne. E in tale attraversamento porta con sé tutto in un fluire continuo di melodie, ricche di colori nei motivi pittoreschi e folkloristici, nelle danze popolari e nelle canzoni, traboccanti di impeto, di sensualità, di esotici contrasti fra danze zingaresche e splendide descrizioni di paesaggi. Per descrivere tale universo, Bizet si avvale di una affascinante tavolozza di colori orchestrali, radiosa già nel fastoso preludio che introduce i temi fondamentali dell’opera: la corrida la festa del coraggio e della gente di cuore; il torero che porrà termine a tutto scagliando nell’arena il suo colpo mortale, quasi atto speculare al tragico colpo che nella vita annienterà la protagonista.

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