Vestire gli ignudi


di Luigi Pirandello

Struggente e ispirata interpretazione di Vanessa Gravina

gravinaTutto il teatro di Pirandello si snoda lungo i paradigmi irrisolti dei rapporti tra realtà e finzione teatrale, personaggi e autore, verità e follia, soggettività e oggettività, sostanza e apparenza. In Vestire gli ignudi tali paradigmi si arricchiscono di un altro epigono: l’essere, il voler essere, il non essere. Paradigmi che lungi dal solo prestarsi a soggetto di un evento teatrale appartengono e coinvolgono in una compromissione totale l’essere umano e il suo evolversi. Coerente con tale visione il regista Walter Mafré nella edizione di Vestire gli ignudi in scena al Teatro Italia, annulla ogni sipario quale diaframma divisorio tra realtà e finzione, trasforma la platea in una sorta di entrata in palcoscenico, attraversando la quale la protagonista Ersilia Drei (Vanessa Gravina), raccolto i brandelli di umanità diffusa nella platea se ne fa carico e sale sul palcoscenico a darne vita e ispirazione poetica.

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