La Traviata “ È strano! È strano!…”

La gioiosa stranezza dell’amore corrisposto

traviata

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IVANNA SPERANZA illumina meravigliosamente il conflitto interiore che tormenta Violetta, attraverso il recitativo aria e cabaletta, che seguono alla conturbante dichiarazione d’amore di Alfredo. Una fanciulla vissuta negli agi, nei salotti, nella totale libertà di sentimenti e comportamenti, avverte alla dichiarazione d’amore di un invitato quasi sconosciuto un senso nuovo dell’amore che la turba, che le fa porre la domanda se non potrebbe trasformarsi in sventura un serio amore. È il primo È strano! pronunciato da Violetta, per la quale è strano l’amore, è strano il sacrificio, è strana la tomba. Stranezze entro cui lei vive le sue aride follie e le sue gioie:  dalla gioia iniziale per la vita e l’amore corrisposto, “O gioia ch’io non conobbi, essere amata amando”, alla gioia finale per lo strano cessare degli spasimi del dolore, “È strano! Cessarono gli spasmi del dolore…Oh gioia!” , una gioia insolita che tuttavia precede la morte.

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