russia e ucraina La falsa retorica libertaria

L’Ucraina rappresenta l’esperimento più concreto e tragico della costruzione di una nazione sulle macerie di un impero ottuso, totalitario e fondamentalmente ideologico. Dopo l’immenso disastro della implosione dell’impero sovietico nell’89, le nazioni che avevano una identità etnica, linguistica, di credo religioso, un passato di storia autonoma e una autonoma esperienza di costituzione, si allontanarono facilmente da quell’immenso fungo di polvere accecante che si sollevò dalle macerie dell’impero sovietico e si ricostituirono nelle loro rispettive identità. Ma chi di quell’impero ne aveva fatto parte privo di una sua propria identità culturale, storica e religiosa, chi aspirava a divenire nazione, senza avere coscienza di cosa voglia significare essere nazione in senso politico, etnico, linguistico, economico, si trovò irrimediabilmente coinvolto in un processo di ricostruzione di una nazione dal nulla. L’Ucraina fu la più colpita da quel tragico crollo. Incastonata tra la grande Russia e i Paesi che avrebbero aderito alla Ue, l’Ucraina si è sempre dibattuta tra un nazionalismo filo-russo e una vocazione filo-occidentale.

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